カトリック教会のカテキズム


× クリア
🇯🇵 🇮🇹 🇻🇦 🇪🇸
注

結果 1163-1165

[1163]
«La santa Madre Chiesa considera suo dovere celebrare con sacra memoria, in determinati giorni nel corso dell’anno, l’opera salvifica del suo Sposo divino. Ogni settimana, nel giorno a cui ha dato il nome di domenica, fa memoria della risurrezione del Signore, che una volta all’anno, unitamente alla sua beata passione, celebra a Pasqua, la più grande delle solennità. Nel ciclo annuale poi presenta tutto il mistero di Cristo […]. Ricordando in tal modo i misteri della redenzione, essa apre ai fedeli le ricchezze delle azioni salvifiche e dei meriti del suo Signore, così che siano resi in qualche modo presenti in ogni tempo, perché i fedeli possano venirne a contatto ed essere ripieni della grazia della salvezza» CONCILIO VATICANO II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 102: AAS 56 (1964) 125. .
[1164]
Fin dalla Legge mosaica il popolo di Dio ha conosciuto feste in data fissa, a partire dalla Pasqua, per commemorare le stupende azioni del Dio Salvatore, rendergliene grazie, perpetuarne il ricordo e insegnare alle nuove generazioni a conformare ad esse la loro condotta di vita. Nel tempo della Chiesa, posto tra la pasqua di Cristo, già compiuta una volta per tutte, e la sua consumazione nel regno di Dio, la liturgia celebrata in giorni fissi è totalmente impregnata della novità del mistero di Cristo.
[1165]
Quando la Chiesa celebra il mistero di Cristo, una parola scandisce la sua preghiera: «Oggi!», come eco della preghiera che le ha insegnato il suo Signore Cf Mt 6,11. e dell’invito dello Spirito Santo Cf Eb 3,7–4,11; Sal 95,8. . Questo «oggi» del Dio vivente in cui l’uomo è chiamato ad entrare è l’«Ora» della pasqua di Gesù, che attraversa tutta la storia e ne è il cardine:
«La vita si è posata su tutti gli esseri e tutti sono investiti da una grande luce; l’Oriente degli orienti ha invaso l’universo, e colui che era prima della stella del mattino e prima degli astri, immortale e immenso, il grande Cristo, brilla su tutti gli esseri più del sole. Perciò, per noi che crediamo in lui, sorge un giorno di luce, lungo, eterno, che non si spegnerà più: la Pasqua mistica» PSEUDO-IPPOLITO ROMANO, In sanctum Pascha, 1, 1-2: Studia patristica mediolanensia 15, 230-232 (PG 59, 755). .