カトリック教会のカテキズム


× クリア
🇯🇵 🇮🇹 🇻🇦 🇪🇸
注

結果 1174-1178

[1174]
Il mistero di Cristo, la sua incarnazione e la sua pasqua, che celebriamo nell’Eucaristia, soprattutto nell’assemblea domenicale, penetra e trasfigura il tempo di ogni giorno attraverso la celebrazione della liturgia delle Ore, «l’Ufficio divino» Cf CONCILIO VATICANO II, Cost. Sacrosanctum Concilium, IV, 83-101: AAS 56 (1984) 121-125. . Fedeli alle esortazioni apostoliche di «pregare incessantemente» Cf 1 Ts 5,15; Ef 6,18. , questa celebrazione «è costituita in modo da santificare tutto il corso del giorno e della notte per mezzo della lode di Dio» CONCILIO VATICANO II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 84: AAS 56 (1964) 121. . Essa costituisce la «preghiera pubblica della Chiesa» CONCILIO VATICANO II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 98: AAS 56 (1964) 124. nella quale i fedeli (chierici, religiosi e laici) esercitano il sacerdozio regale dei battezzati. Celebrata «nella forma approvata» dalla Chiesa, la liturgia delle Ore «è veramente la voce della Sposa stessa che parla allo Sposo, anzi è la preghiera di Cristo, con il suo corpo, al Padre» CONCILIO VATICANO II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 84: AAS 56 (1964) 121. .
[1175]
La liturgia delle Ore è destinata a essere la preghiera di tutto il popolo di Dio. In essa Cristo stesso «continua» ad esercitare il suo «ufficio sacerdotale per mezzo della sua stessa Chiesa» CONCILIO VATICANO II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 83: AAS 56 (1964) 121. ; ciascuno vi prende parte secondo il ruolo che riveste nella Chiesa e le circostanze della propria vita: i sacerdoti in quanto impegnati nel sacro ministero pastorale, poiché sono chiamati a rimanere assidui nella preghiera e nel ministero della parola Cf CONCILIO VATICANO II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 86: AAS 56 (1964) 121; Ibid., 96: AAS 56 (1964) 123; ID., Decr. Presbyterorum ordinis, 5: AAS 58 (1966) 998. ; i religiosi e le religiose in forza del carisma della loro vita di consacrazione Cf CONCILIO VATICANO II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 98: AAS 56 (1964) 124. ; tutti i fedeli secondo le loro possibilità. «I Pastori d’anime procurino che le Ore principali, specialmente i Vespri, siano celebrate in chiesa con partecipazione comune, nelle domeniche e feste più solenni. Si raccomanda che pure i laici recitino l’Ufficio divino o con i sacerdoti, o riuniti tra loro, o anche da soli» CONCILIO VATICANO II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 100: AAS 56 (1964) 124. .
[1176]
Celebrare la liturgia delle Ore richiede non soltanto di far concordare la voce con il cuore che prega, ma anche di procurarsi «una più ricca istruzione liturgica e biblica, specialmente riguardo ai salmi» CONCILIO VATICANO II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 90: AAS 56 (1964) 122. .
[1177]
Gli inni e le preghiere litaniche della liturgia delle Ore inseriscono la preghiera dei salmi nel tempo della Chiesa, dando espressione al simbolismo dell’ora della giornata, del tempo liturgico o della festa celebrata. Inoltre la lettura della Parola di Dio ad ogni Ora (con i responsori o i tropari che seguono ad essa), e, in certe Ore, le letture dei Padri e dei maestri spirituali, rivelano in modo più profondo il senso del mistero celebrato, sono di aiuto alla comprensione dei salmi e preparano alla preghiera silenziosa. La lectio divina, nella quale la Parola di Dio è letta e meditata per trasformarsi in preghiera, è così radicata nella celebrazione liturgica.
[1178]
La liturgia delle Ore, che costituisce quasi un prolungamento della celebrazione eucaristica, non esclude ma richiede come complementari le varie devozioni del popolo di Dio, in modo particolare l’adorazione e il culto del Santissimo Sacramento.