カトリック教会のカテキズム


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結果 1384-1390

[1384]
Il Signore ci rivolge un invito pressante a riceverlo nel sacramento dell’Eucaristia: «In verità, in verità vi dico: se non mangiate la Carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo Sangue, non avrete in voi la vita» (Gv 6,53).
[1385]
Per rispondere a questo invito dobbiamo prepararci a questo momento così grande e così santo. San Paolo esorta a un esame di coscienza: «Chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna» (1 Cor 11,27-29). Chi è consapevole di aver commesso un peccato grave, deve ricevere il sacramento della Riconciliazione prima di accedere alla Comunione.
[1386]
Davanti alla grandezza di questo sacramento, il fedele non può che fare sua con umiltà e fede ardente la supplica del centurione Cf Mt 8,8. : «Domine, non sum dignus ut intres sub tectum meum: sed tantum dic verbo, et sanabitur anima mea» – «O Signore, non sono degno di partecipare alla tua mensa: ma di’ soltanto una parola e io sarò salvato» Riti di Comunione: Messale Romano (Libreria Editrice Vaticana 1993) p. 421. . Nella divina liturgia di san Giovanni Crisostomo i fedeli pregano con lo stesso spirito:
«O Figlio di Dio, fammi oggi partecipe del tuo mistico convito. Non svelerò il mistero ai tuoi nemici, e neppure ti darò il bacio di Giuda. Ma, come il ladrone, io ti dico: Ricordati di me, Signore, quando sarai nel tuo regno» Liturgia bizantina. Anafora di san Giovanni Crisostomo, Preghiera prima della Comunione: F.E. BRIGHTMAN, Liturgies Eastern and Western (Oxford 1896) p. 394 (PG 63, 920). .
[1387]
Per prepararsi in modo conveniente a ricevere questo sacramento, i fedeli osserveranno il digiuno prescritto nella loro Chiesa Cf CIC canone 919. . L’atteggiamento del corpo (gesti, abiti) esprimerà il rispetto, la solennità, la gioia di questo momento in cui Cristo diventa nostro ospite.
[1388]
È conforme al significato stesso dell’Eucaristia che i fedeli, se hanno le disposizioni richieste Cf CIC canoni 916-917. , si comunichino quando partecipano alla Messa Cf CIC 917. I fedeli nel medesimo giorno possono ricevere la S.S. Eucaristia solo una seconda volta [cf PONTIFICIA COMMISSIONE PER L’INTERPRETAZIONE AUTENTICA DEL CODICE DI DIRITTO CANONICO, Responsa ad proposita dubia, 1: AAS 76 (1984) 746]. : «Si raccomanda molto quella partecipazione più perfetta alla Messa, per la quale i fedeli, dopo la Comunione del sacerdote, ricevono il Corpo del Signore dal medesimo sacrificio» CONCILIO VATICANO II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 55: AAS 56 (1964) 115. .
[1389]
La Chiesa fa obbligo ai fedeli di «partecipare alla divina liturgia la domenica e le feste» CONCILIO VATICANO II, Decr. Orientalium Ecclesiarum, 15: AAS 57 (1956) 81. e di ricevere almeno una volta all’anno l’Eucaristia, possibilmente nel tempo pasquale Cf CIC canone 920. , preparati dal sacramento della Riconciliazione. La Chiesa tuttavia raccomanda vivamente ai fedeli di ricevere la santa Eucaristia la domenica e i giorni festivi, o ancora più spesso, anche tutti i giorni.
[1390]
In virtù della presenza sacramentale di Cristo sotto ciascuna specie, la Comunione con la sola specie del pane permette di ricevere tutto il frutto di grazia dell’Eucaristia. Per motivi pastorali questo modo di fare la Comunione si è legittimamente stabilito come il più abituale nel rito latino. Tuttavia «la santa Comunione esprime con maggior pienezza la sua forma di segno, se viene fatta sotto le due specie. In essa risulta infatti più evidente il segno del banchetto eucaristico» Principi e norme per l’uso del Messale Romano, 240: Messale Romano (Libreria Editrice Vaticana 1993) p. XXXVIII. . Questa è la forma abituale di comunicarsi nei riti orientali.