カトリック教会のカテキズム


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注

結果 1402-1405

[1402]
In un’antica preghiera, la Chiesa acclama il mistero dell’Eucaristia: «O sacrum convivium in quo Christus sumitur: recolitur memoria passionis eius, mens impletur gratia et futurae gloriae nobis pignus datur – O sacro convito nel quale ci nutriamo di Cristo: si fa memoria della sua passione, l’anima è ricolmata di grazia e ci è donato il pegno della gloria futura» 243 . Se l’Eucaristia è il memoriale della pasqua del Signore, se mediante la nostra Comunione all’altare veniamo ricolmati «di ogni grazia e benedizione del cielo» 244 , l’Eucaristia è pure anticipazione della gloria del cielo.
[1403]
Nell’ultima Cena il Signore stesso ha fatto volgere lo sguardo dei suoi discepoli verso il compimento della pasqua nel regno di Dio: «Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio» (Mt 26,29) 245 . Ogni volta che la Chiesa celebra l’Eucaristia, ricorda questa promessa e il suo sguardo si volge verso «Colui che viene» (Ap 1,4). Nella preghiera, essa invoca la sua venuta: «Marana tha» (1 Cor 16,22), «Vieni, Signore Gesù» (Ap 22,20), «Venga la tua grazia e passi questo mondo!» 246 .
[1404]
La Chiesa sa che, fin d’ora, il Signore viene nella sua Eucaristia, e che egli è lì, in mezzo a noi. Tuttavia questa presenza è nascosta. È per questo che celebriamo l’Eucaristia «expectantes beatam spem et Adventum Salvatoris nostri Iesu Christi – nell’attesa che si compia la beata speranza e venga il nostro Salvatore Gesù Cristo» 247 , chiedendo «di ritrovarci insieme a godere della tua gloria quando, asciugata ogni lacrima, i nostri occhi vedranno il tuo volto e noi saremo simili a te, e canteremo per sempre la tua lode, in Cristo, nostro Signore» 248 .
[1405]
Di questa grande speranza, quella dei nuovi cieli e della terra nuova nei quali abiterà la giustizia 249 , non abbiamo pegno più sicuro, né segno più esplicito dell’Eucaristia. Ogni volta infatti che viene celebrato questo mistero, «si effettua l’opera della nostra redenzione» 250 e noi spezziamo «l’unico pane, che è farmaco d’immortalità, antidoto per non morire, ma per vivere in Gesù Cristo per sempre» 251 .