[1537]
Ordo(位階・団体)の語は、古代ローマでは市民社会の法的団体、とくに統治者たちの団体を意味しており、Ordinatio(叙階)は一つの ordo(位階)への加入を意味します。聖伝によると、教会には古い時代から、聖書に基づいた、ギリシア語ではτάξεις(タクセイス)、ラテン語では ordines と呼ばれる団体がありました4。この伝統に基づいて、典礼では、ordo episcoporum(司教団)、ordo presbyterorum(司祭団)、ordo diaconorum(助祭団)という用語を使っています。他の団体、たとえば、洗礼志願者、おとめ、夫婦、寡婦などの ordo(団体)もありました。
La parola Ordine, nell’antichità romana, designava corpi costituiti in senso civile, soprattutto il corpo di coloro che governano. «Ordinatio» – ordinazione – indica l’integrazione in un «ordo» – ordine –. Nella Chiesa ci sono corpi costituiti che la Tradizione, non senza fondamenti scritturistici 4 , chiama sin dai tempi antichi con il nome di τάξεις (in greco), di ordines: così la liturgia parla dell’«ordo Episcoporum» – ordine dei Vescovi –, dell’«ordo presbyterorum» – ordine dei presbiteri –, dell’«ordo diaconorum» – ordine dei diaconi. Anche altri gruppi ricevono questo nome di «ordo»: i catecumeni, le vergini, gli sposi, le vedove…
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教会のこうした団体に加入するために、ordinatio(団体加入式)と呼ばれる式が行われていました。この式は宗教的典礼行為であって、聖別、祝福、秘跡などと呼ばれていました。今日では、ordinatio(叙階)の語は司教、司祭、助祭の団体に加入させる秘跡的行為のためだけに用いられており、共同体による単なる選挙、指名、委任ないし任命以上の意味合いが込められています。なぜなら、聖なる権能5を行使させ、教会を通してキリストだけが与えることができる聖霊のたまものを授けるからです。叙階はまた、聖別(consecratio)とも呼ばれます。それは、キリストご自身によって教会のために選別され、叙任されるものだからです。聖別の祈りを伴う司教の按手が、この聖別の見えるしるしとなっています。
L’integrazione in uno di questi corpi ecclesiali avveniva con un rito chiamato ordinatio, atto religioso e liturgico che consisteva in una consacrazione, una benedizione o un sacramento. Oggi la parola «ordinatio» è riservata all’atto sacramentale che integra nell’ordine dei Vescovi, dei presbiteri e dei diaconi e che va al di là di una semplice elezione, designazione, delega o istituzione da parte della comunità, poiché conferisce un dono dello Spirito Santo che permette di esercitare una potestà sacra («sacra potestas») 5 , la quale non può venire che da Cristo stesso, mediante la sua Chiesa. L’ordinazione è chiamata anche «consecratio» – consacrazione – poiché è una separazione e una investitura da parte di Cristo stesso, per la sua Chiesa. L’imposizione delle mani del Vescovo, insieme con la preghiera consacratoria, costituisce il segno visibile di tale consacrazione.