カトリック教会のカテキズム


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結果 1569-1571

[1569]
«In un grado inferiore della gerarchia stanno i diaconi, ai quali sono imposte le mani “non per il sacerdozio, ma per il servizio”» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, 29: AAS 57 (1965) 36; cf ID., Decr. Christus Dominus, 15: AAS 58 (1966) 679. . Per l’ordinazione al diaconato soltanto il Vescovo impone le mani, significando così che il diacono è legato in modo speciale al Vescovo nei compiti della sua «diaconia» Cf SANT’IPPOLITO DI ROMA, Traditio apostolica, 8: ed. B. BOTTE (Münster i.W. 1989) p. 22-24. .
[1570]
I diaconi partecipano in una maniera particolare alla missione e alla grazia di Cristo Cf CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, 41: AAS 57 (1965) 46; ID., Decr. Ad gentes, 16: AAS 58 (1966) 967. . Il sacramento dell’Ordine imprime in loro un sigillo («carattere») che nulla può cancellare e che li configura a Cristo, il quale si è fatto «diacono», cioè servo di tutti Cf Mc 10,45; Lc 22,27; SAN POLICARPO DI SMIRNE, Epistula ad Philippenses, 5, 2: SC 10bis 182 (FUNK 1, 300). . Compete ai diaconi, tra l’altro, assistere il Vescovo e i presbiteri nella celebrazione dei divini misteri, soprattutto dell’Eucaristia, distribuirla, assistere e benedire il Matrimonio, proclamare il Vangelo e predicare, presiedere ai funerali e dedicarsi ai vari servizi della carità Cf CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, 29: AAS 57 (1965) 36; ID., Cost. Sacrosanctum Concilium, 35, 4: AAS 56 (1964) 109; ID., Decr. Ad gentes, 16: AAS 58 (1966) 967. .
[1571]
Dopo il Concilio Vaticano II la Chiesa latina ha ripristinato il diaconato «come un grado proprio e permanente della gerarchia» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, 29: AAS 57 (1965) 36. , mentre le Chiese d’Oriente lo avevano sempre conservato. Il diaconato permanente, che può essere conferito a uomini sposati, costituisce un importante arricchimento per la missione della Chiesa. In realtà, è conveniente e utile che gli uomini che nella Chiesa adempiono un ministero veramente diaconale, sia nella vita liturgica e pastorale, sia nelle opere sociali e caritative «siano fortificati per mezzo dell’imposizione delle mani, trasmessa dal tempo degli Apostoli, e siano più strettamente uniti all’altare, per poter esplicare più fruttuosamente il loro ministero con l’aiuto della grazia sacramentale del diaconato» CONCILIO VATICANO II, Decr. Ad gentes, 16: AAS 58 (1966) 967. .