カトリック教会のカテキズム


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注

結果 2112-2114

[2112]
Il primo comandamento condanna il politeismo. Esige dall’uomo di non credere in altri dèi che nell’unico Dio, di non venerare altre divinità che l’Unico. La Scrittura costantemente richiama a questo rifiuto degli idoli che sono «argento e oro, opera delle mani dell’uomo», i quali «hanno bocca e non parlano, hanno occhi e non vedono…». Questi idoli vani rendono l’uomo vano: «Sia come loro chi li fabbrica e chiunque in essi confida» (Sal 115,4-5.8) Cf Is 44,9-20; Ger 10,1-16; Dn 14,1-30; Bar 6; Sap 13,1–15,19. . Dio, al contrario, è il «Dio vivente» (Gs 3,10) Cf Sal 42,3; ecc. , che fa vivere e interviene nella storia.
[2113]
L’idolatria non concerne soltanto i falsi culti del paganesimo. Rimane una costante tentazione della fede. Consiste nel divinizzare ciò che non è Dio. C’è idolatria quando l’uomo onora e riverisce una creatura al posto di Dio, si tratti degli dèi o dei demoni (per esempio il satanismo), del potere, del piacere, della razza, degli antenati, dello Stato, del denaro, ecc. «Non potete servire a Dio e a mammona», dice Gesù (Mt 6,24). Numerosi martiri sono morti per non adorare «la Bestia» Cf Ap 13-14. , rifiutando perfino di simularne il culto. L’idolatria respinge l’unica Signoria di Dio; perciò è incompatibile con la comunione divina Cf Gal 5,20; Ef 5,5. .
[2114]
La vita umana si unifica nell’adorazione dell’Unico. Il comandamento di adorare il solo Signore unifica l’uomo e lo salva da una dispersione senza limiti. L’idolatria è una perversione del senso religioso innato nell’uomo. Idolatra è colui che «riferisce la sua indistruttibile nozione di Dio a chicchessia anziché a Dio» ORIGENE, Contra Celsum, 2, 40: SC 132, 378 (PG 11, 861). .