カトリック教会のカテキズム


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注

結果 2419-2425

[2419]
«La rivelazione cristiana […] ci guida a un approfondimento delle leggi che regolano la vita sociale» CONCILIO VATICANO II, Cost. past. Gaudium et spes, 23: AAS 58 (1966) 1044. . La Chiesa riceve dal Vangelo la piena rivelazione della verità dell’uomo. Quando compie la sua missione di annunziare il Vangelo, attesta all’uomo, in nome di Cristo, la sua dignità e la sua vocazione alla comunione delle persone; gli insegna le esigenze della giustizia e della pace, conformi alla sapienza divina.
[2420]
La Chiesa dà un giudizio morale, in materia economica e sociale, «quando ciò sia richiesto dai diritti fondamentali della persona o dalla salvezza delle anime» CONCILIO VATICANO II, Cost. past. Gaudium et spes, 76: AAS 58 (1966) 1100. . Per ciò che attiene alla sfera della moralità, essa è investita di una missione distinta da quella delle autorità politiche: la Chiesa si interessa degli aspetti temporali del bene comune in quanto sono ordinati al Bene supremo, nostro ultimo fine. Cerca di inculcare le giuste disposizioni nel rapporto con i beni terreni e nelle relazioni socio-economiche.
[2421]
La dottrina sociale della Chiesa si è sviluppata nel secolo diciannovesimo, all’epoca dell’impatto del Vangelo con la moderna società industriale, le sue nuove strutture per la produzione dei beni di consumo, la sua nuova concezione della società, dello Stato e dell’autorità, le sue nuove forme di lavoro e di proprietà. Lo sviluppo della dottrina della Chiesa, in materia economica e sociale, attesta il valore permanente dell’insegnamento della Chiesa e, ad un tempo, il vero senso della sua Tradizione sempre viva e vitale Cf GIOVANNI PAOLO II, Lett. enc. Centesimus annus, 3: AAS 83 (1991) 794-796. .
[2422]
L’insegnamento sociale della Chiesa costituisce un corpo dottrinale, che si articola a mano a mano che la Chiesa, alla luce di tutta la parola rivelata da Cristo Gesù, con l’assistenza dello Spirito Santo, interpreta gli avvenimenti nel corso della storia Cf GIOVANNI PAOLO II, Lett. enc. Sollicitudo rei socialis, 1: AAS 80 (1988) 513-514; Ibid., 41: AAS 80 (1988) 570-572. . Tale insegnamento diventa tanto più accettabile per gli uomini di buona volontà quanto più profondamente ispira la condotta dei fedeli.
[2423]
La dottrina sociale della Chiesa propone principi di riflessione; formula criteri di giudizio, offre orientamenti per l’azione:
Ogni sistema secondo cui i rapporti sociali sarebbero completamente determinati dai fattori economici, è contrario alla natura della persona umana e dei suoi atti Cf GIOVANNI PAOLO II, Lett. enc. Centesimus annus, 24: AAS 83 (1991) 821-822. .
[2424]
Una teoria che fa del profitto la regola esclusiva e il fine ultimo dell’attività economica è moralmente inaccettabile. Il desiderio smodato del denaro non manca di produrre i suoi effetti perversi. È una delle cause dei numerosi conflitti che turbano l’ordine sociale Cf CONCILIO VATICANO II, Cost. past. Gaudium et spes, 63: AAS 58 (1966) 1085; GIOVANNI PAOLO II, Lett. enc. Laborem exercens, 7: AAS 73 (1981) 592-594; ID., Lett. enc. Centesimus annus, 35: AAS 83 (1991) 836-838. .
Un sistema che sacrifica «i diritti fondamentali delle singole persone e dei gruppi all’organizzazione collettiva della produzione» è contrario alla dignità dell’uomo CONCILIO VATICANO II, Cost. past. Gaudium et spes, 65: AAS 58 (1966) 1087. . Ogni pratica che riduce le persone a non essere altro che puri strumenti in funzione del profitto, asservisce l’uomo, conduce all’idolatria del denaro e contribuisce alla diffusione dell’ateismo. «Non potete servire a Dio e a mammona» (Mt 6,24; Lc 16,13).
[2425]
La Chiesa ha rifiutato le ideologie totalitarie e atee associate, nei tempi moderni, al «comunismo» o al «socialismo». Peraltro essa ha pure rifiutato, nella pratica del «capitalismo», l’individualismo e il primato assoluto della legge del mercato sul lavoro umano Cf GIOVANNI PAOLO II, Lett. enc. Centesimus annus, 10: AAS 83 (1991) 804-806; Ibid., 13: AAS 83 (1991) 809-810; Ibid., 44: AAS 83 (1991) 848-849. . La regolazione dell’economia mediante la sola pianificazione centralizzata perverte i legami sociali alla base; la sua regolazione mediante la sola legge del mercato non può attuare la giustizia sociale, perché «esistono numerosi bisogni umani che non hanno accesso al mercato» GIOVANNI PAOLO II, Lett. enc. Centesimus annus, 34: AAS 83 (1991) 836. . È necessario favorire una ragionevole regolazione del mercato e delle iniziative economiche, secondo una giusta gerarchia dei valori e in vista del bene comune.