カトリック教会のカテキズム


× クリア
🇯🇵 🇮🇹 🇻🇦 🇪🇸
注

結果 2663-2682

[2663]
Nella tradizione vivente della preghiera, ogni Chiesa, in rapporto al contesto storico, sociale e culturale, propone ai propri fedeli il linguaggio della loro preghiera: parole, melodie, gesti, iconografia. Spetta al Magistero Cf CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Dei Verbum, 10: AAS 58 (1966) 822. discernere la fedeltà di tali cammini di preghiera alla Tradizione della fede apostolica, ed è compito dei Pastori e dei catechisti spiegarne il senso, che è sempre legato a Gesù Cristo.
[2664]
Per la preghiera cristiana non c’è altra via che Cristo. La nostra preghiera, sia essa comunitaria o personale, vocale o interiore, giunge al Padre soltanto se preghiamo «nel nome» di Gesù. Quindi, la santa umanità di Gesù è la via mediante la quale lo Spirito Santo ci insegna a pregare Dio nostro Padre.
[2665]
La preghiera della Chiesa, nutrita dalla Parola di Dio e dalla celebrazione della liturgia, ci insegna a pregare il Signore Gesù. Sebbene sia rivolta soprattutto al Padre, essa comprende però, in tutte le tradizioni liturgiche, forme di preghiera rivolte a Cristo. Alcuni salmi, secondo la loro attualizzazione nella preghiera della Chiesa, e il Nuovo Testamento mettono sulle nostre labbra e imprimono nei nostri cuori le invocazioni di questa preghiera a Cristo: Figlio di Dio, Verbo di Dio, Signore, Salvatore, Agnello di Dio, Re, Figlio diletto, Figlio della Vergine, buon Pastore, nostra Vita, nostra Luce, nostra Speranza, nostra Risurrezione, Amico degli uomini…
[2666]
Ma il nome che comprende tutto è quello che il Figlio di Dio riceve nell’incarnazione: GESÙ. Il nome divino è indicibile dalle labbra umane Cf Es 3,14; 33,19-23. , ma il Verbo di Dio, assumendo la nostra umanità, ce lo consegna e noi possiamo invocarlo: «Gesù», «YHWH salva» Cf Mt 1,21. . Il nome di Gesù contiene tutto: Dio e l’uomo e l’intera Economia della creazione e della salvezza. Pregare «Gesù» è invocarlo, chiamarlo in noi. Il suo nome è il solo che contiene la presenza che esso significa. Gesù è risorto, e chiunque invoca il suo nome accoglie il Figlio di Dio che lo ha amato e ha dato se stesso per lui Cf Rm 10,13; At 2,21; 3,15-16; Gal 2,20. .
[2667]
Questa invocazione di fede estremamente semplice è stata sviluppata, nella tradizione della preghiera, sotto varie forme in Oriente e in Occidente. La formulazione più abituale, trasmessa dai monaci del Sinai, di Siria e dell’Athos, è l’invocazione: «Gesù, Cristo, Figlio di Dio, Signore, abbi pietà di noi, peccatori!». Essa coniuga l’inno cristologico di Fil 2,6-11 con l’invocazione del pubblicano e dei mendicanti della luce Cf Lc 18,13; Mc 10,46-52. . Mediante essa il cuore entra in sintonia con la miseria degli uomini e con la misericordia del loro Salvatore.
[2668]
L’invocazione del santo nome di Gesù è la via più semplice della preghiera continua. Ripetuta spesso da un cuore umilmente attento, non si disperde in «tante parole» (Mt 6,7), ma custodisce la Parola e produce frutto con la perseveranza Cf Lc 8,15. . Essa è possibile «in ogni tempo», giacché non è un’occupazione accanto ad un’altra, ma l’unica occupazione, quella di amare Dio, che anima e trasfigura ogni azione in Cristo Gesù.
[2669]
La preghiera della Chiesa venera e onora il cuore di Gesù, come invoca il suo santissimo nome. Essa adora il Verbo incarnato e il suo cuore che, per amore degli uomini, si è lasciato trafiggere dai nostri peccati. La preghiera cristiana ama seguire la via della croce (via crucis) sulle orme del Salvatore. Le stazioni dal pretorio al Golgota e alla tomba scandiscono il cammino di Gesù, che con la sua santa croce ha redento il mondo.
[2670]
«Nessuno può dire: “Gesù è Signore” se non sotto l’azione dello Spirito Santo» (1 Cor 12,3). Ogni volta che incominciamo a pregare Gesù, è lo Spirito Santo che, con la sua grazia preveniente, ci attira sul cammino della preghiera. Poiché egli ci insegna a pregare ricordandoci Cristo, come non pregare lui stesso? Ecco perché la Chiesa ci invita ad implorare ogni giorno lo Spirito Santo, soprattutto all’inizio e al termine di qualsiasi azione importante.
«Se lo Spirito non deve essere adorato, come mi divinizza mediante il Battesimo? E se deve essere adorato, non deve essere oggetto di un culto particolare?» SAN GREGORIO NAZIANZENO, Oratio 31 (theologica 5), 28: SC 250, 332 (PG 36, 165). .
[2671]
La forma tradizionale di chiedere lo Spirito è invocare il Padre per mezzo di Cristo nostro Signore perché ci doni lo Spirito Consolatore Cf Lc 11,13. . Gesù insiste su questa domanda nel suo nome nel momento stesso in cui promette il dono dello Spirito di verità Cf Gv 14,17; 15,26; 16,13. . Ma la preghiera più semplice e più diretta è anch’essa tradizionale: «Vieni, Santo Spirito», e ogni tradizione liturgica l’ha sviluppata in antifone e inni:
«Re celeste, Spirito Consolatore, Spirito di verità, che sei presente ovunque e tutto riempi, tesoro di ogni bene e sorgente della vita, vieni, abita in noi, purificaci e salvaci, tu che sei buono!» Ufficio delle Ore bizantino, Vespri del giorno di Pentecoste, Stico 4: Πεντηκoστάριoν (Roma 1884) p. 394. .
[2672]
Lo Spirito Santo, la cui unzione impregna tutto il nostro essere, è il maestro interiore della preghiera cristiana. È l’artefice della tradizione vivente della preghiera. Indubbiamente, vi sono tanti cammini di preghiera quanti sono coloro che pregano, ma è lo stesso Spirito che agisce in tutti e con tutti. È nella comunione dello Spirito Santo che la preghiera cristiana è preghiera nella Chiesa.
[2673]
Nella preghiera, lo Spirito Santo ci unisce alla persona del Figlio unigenito, nella sua umanità glorificata. Per essa ed in essa la nostra preghiera filiale entra in comunione, nella Chiesa, con la Madre di Gesù Cf At 1,14. .
[2674]
Dopo il consenso dato nella fede al momento dell’annunciazione e mantenuto, senza esitazione, sotto la croce, la maternità di Maria si estende ora ai fratelli e alle sorelle del Figlio suo, ancora pellegrini e posti in mezzo a pericoli e affanni Cf CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, 62: AAS 57 (1965) 63. . Gesù, l’unico mediatore, è la via della nostra preghiera; Maria, Madre sua e Madre nostra, è pura trasparenza di lui: ella «mostra la via» (‘Oδηγήτρια), ne è «il segno», secondo l’iconografia tradizionale in Oriente e in Occidente.
[2675]
È a partire da questa singolare cooperazione di Maria all’azione dello Spirito Santo che le Chiese hanno sviluppato la preghiera alla santa Madre di Dio, incentrandola sulla persona di Cristo manifestata nei suoi misteri. Negli innumerevoli inni e antifone in cui questa preghiera si esprime, si alternano di solito due movimenti: l’uno «magnifica» il Signore per le «grandi cose» che ha fatto per la sua umile serva e, mediante lei, per tutti gli uomini Cf Lc 1,46-55. ; l’altro affida alla Madre di Gesù le suppliche e le lodi dei figli di Dio, dal momento che ora ella conosce l’umanità, che in lei è sposata dal Figlio di Dio.
[2676]
Questo duplice movimento della preghiera a Maria ha trovato un’espressione privilegiata nella preghiera dell’«Ave Maria»:
[2677]
«Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi…». Con Elisabetta ci meravigliamo: «A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me?» (Lc 1,43). Maria, poiché ci dona Gesù, suo figlio, è Madre di Dio e Madre nostra; possiamo confidarle tutte le nostre preoccupazioni e le nostre implorazioni: ella prega per noi come ha pregato per sé: «Avvenga di me quello che hai detto» (Lc 1,38). Affidandoci alla sua preghiera, con lei ci abbandoniamo alla volontà di Dio: «Sia fatta la tua volontà».
[2678]
La pietà medievale dell’Occidente ha sviluppato la preghiera del Rosario, sostitutiva per il popolo della preghiera delle Ore. In Oriente, la forma litanica dell’Ἀκάθιστoς e della Παράκλησις, è rimasta più vicina all’ufficio corale delle Chiese bizantine, mentre le tradizioni armena, copta e siriaca hanno preferito gli inni e i cantici popolari in onore della Madre di Dio. Ma nell’Ave Maria, nelle Θεoτoκία, negli inni di sant’Efrem o di san Gregorio di Narek, la tradizione della preghiera rimane fondamentalmente la stessa.
[2679]
Maria è l’orante perfetta, figura della Chiesa. Quando la preghiamo, con lei aderiamo al disegno del Padre, che manda il Figlio suo per salvare tutti gli uomini. Come il discepolo amato, prendiamo con noi Cf Gv 19,27. la Madre di Gesù, diventata la Madre di tutti i viventi. Possiamo pregare con lei e pregarla. La preghiera della Chiesa è come sostenuta dalla preghiera di Maria, alla quale è unita nella speranza Cf CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, 68-69: AAS 57 (1965) 66-67. .
[2680]
La preghiera è principalmente rivolta al Padre; tuttavia essa è indirizzata anche a Gesù, soprattutto attraverso l’invocazione del suo santo nome: «Gesù, Cristo, Figlio di Dio, Signore, abbi pietà di noi, peccatori!».
[2681]
«Nessuno può dire: “Gesù è Signore” se non sotto l’azione dello Spirito Santo» (1 Cor 12,3). La Chiesa ci esorta a invocare lo Spirito Santo come il maestro interiore della preghiera cristiana.
[2682]
In forza della sua singolare cooperazione all’azione dello Spirito Santo, la Chiesa ama pregare in comunione con la Vergine Maria, per magnificare con lei le grandi cose che Dio ha fatto in lei e per affidarle suppliche e lodi.