カトリック教会のカテキズム


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注

結果 441-445

[441]
Figlio di Dio, nell’Antico Testamento, è un titolo dato agli angeli Cf Dt (LXX) 32,8; Gb 1,6. , al popolo dell’elezione Cf Es 4,22; Os 11,1; Ger 3,19; Sir 36,14; Sap 18,13. , ai figli d’Israele Cf Dt 14,1; Os 2,1. e ai loro re Cf 2 Sam 7,14; Sal 82,6. . In tali casi ha il significato di una filiazione adottiva che stabilisce tra Dio e la sua creatura relazioni di una particolare intimità. Quando il Re-Messia promesso è detto «figlio di Dio» Cf 1 Cr 17,13; Sal 2,7. , ciò non implica necessariamente, secondo il senso letterale di quei testi, che egli sia più che umano. Coloro che hanno designato così Gesù in quanto Messia d’Israele Cf Mt 27,54. forse non hanno inteso dire di più Cf Lc 23,47. .
[442]
Non è la stessa cosa per Pietro quando confessa Gesù come «il Cristo, il Figlio del Dio vivente» (Mt 16,16), perché Gesù risponde con solennità: «Né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli» (Mt 16,17). Parallelamente Paolo, a proposito della sua conversione sulla strada di Damasco, dirà: «Quando colui che mi scelse fin dal seno di mia madre e mi chiamò con la sua grazia si compiacque di rivelare a me suo Figlio perché lo annunziassi in mezzo ai pagani…» (Gal 1,15-16). «Subito nelle sinagoghe proclamava Gesù Figlio di Dio» (At 9,20). Questo sarà fin dagli inizi Cf 1 Ts 1,10. il centro della fede apostolica Cf Gv 20,31. professata prima di tutti da Pietro quale fondamento della Chiesa Cf Mt 16,18. .
[443]
Se Pietro ha potuto riconoscere il carattere trascendente della filiazione divina di Gesù Messia, è perché egli l’ha lasciato chiaramente intendere. Davanti al Sinedrio, alla domanda dei suoi accusatori: «Tu dunque sei il Figlio di Dio?», Gesù ha risposto: «Lo dite voi stessi: io lo sono» (Lc 22,70) Cf Mt 26,64; Mc 14,62. . Già molto prima, egli si era designato come «il Figlio» che conosce il Padre Cf Mt 11,27; 21,37-38. , che è distinto dai «servi» che Dio in precedenza ha mandato al suo popolo Cf Mt 21,34-36. , superiore agli stessi angeli Cf Mt 24,36. . Egli ha differenziato la sua filiazione da quella dei suoi discepoli non dicendo mai «Padre nostro» Cf Mt 5,48; 6,8; 7,21; Lc 11,13. tranne che per comandare loro: «Voi dunque pregate così: Padre nostro» (Mt 6,9); e ha sottolineato tale distinzione: «Padre mio e Padre vostro (Gv 20,17).
[444]
I Vangeli riferiscono in due momenti solenni, il battesimo e la trasfigurazione di Cristo, la voce del Padre che lo designa come il suo «Figlio prediletto» Cf Mt 3,17; 17,5. . Gesù presenta se stesso come il Figlio unigenito di Dio Cf Gv 3,16. e con tale titolo afferma la sua preesistenza eterna Cf Gv 10,36. . Egli chiede la fede «nel nome dell’unigenito Figlio di Dio» (Gv 3,18). Questa confessione cristiana appare già nell’esclamazione del centurione davanti a Gesù in croce: «Veramente quest’uomo era il Figlio di Dio» (Mc 15,39); infatti soltanto nel mistero pasquale il credente può dare al titolo «Figlio di Dio» il suo pieno significato.
[445]
Dopo la risurrezione la sua filiazione divina appare nella potenza della sua umanità glorificata: egli è stato costituito «Figlio di Dio con potenza secondo lo Spirito di santificazione mediante la risurrezione dai morti» (Rm 1,4) Cf At 13,33. . Gli Apostoli potranno confessare: «Noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità» (Gv 1,14).