カトリック教会のカテキズム


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注

結果 639-647

[639]
Il mistero della risurrezione di Cristo è un avvenimento reale che ha avuto manifestazioni storicamente constatate, come attesta il Nuovo Testamento. Già verso l’anno 56 san Paolo può scrivere ai cristiani di Corinto: «Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture, fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture, e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici» (1 Cor 15,3-4). L’Apostolo parla qui della tradizione viva della risurrezione che egli aveva appreso dopo la sua conversione alle porte di Damasco Cf At 9,3-18. .
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«Perché cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risuscitato» (Lc 24,5-6). Nel quadro degli avvenimenti di pasqua, il primo elemento che si incontra è il sepolcro vuoto. Non è in sé una prova diretta. L’assenza del corpo di Cristo nella tomba potrebbe spiegarsi altrimenti Cf Gv 20,13; Mt 28,11-15. . Malgrado ciò, il sepolcro vuoto ha costituito per tutti un segno essenziale. La sua scoperta da parte dei discepoli è stato il primo passo verso il riconoscimento dell’evento della risurrezione. Dapprima è il caso delle pie donne Cf Lc 24,3.22-23. , poi di Pietro Cf Lc 24,12. . Il discepolo «che Gesù amava» (Gv 20,2) afferma che, entrando nella tomba vuota e scorgendo «le bende per terra» (Gv 20,6), vide e credette Cf Gv 20,8. . Ciò suppone che egli abbia constatato, dallo stato in cui si trovava il sepolcro vuoto Cf Gv 20,5-7. , che l’assenza del corpo di Gesù non poteva essere opera umana e che Gesù non era semplicemente ritornato ad una vita terrena come era avvenuto per Lazzaro Cf Gv 11,44. .
[641]
Maria di Magdala e le pie donne che andavano a completare l’imbalsamazione del corpo di Gesù Cf Mc 16,1; Lc 24,1. , sepolto in fretta la sera del Venerdì Santo a causa del sopraggiungere del Sabato Cf Gv 19,31.42. , sono state le prime ad incontrare il Risorto Cf Mt 28,9-10; Gv 20,11-18. . Le donne furono così le prime messaggere della risurrezione di Cristo per gli stessi Apostoli Cf Lc 24,9-10. . A loro Gesù appare in seguito: prima a Pietro, poi ai Dodici Cf 1 Cor 15,5. . Pietro, chiamato a confermare la fede dei suoi fratelli Cf Lc 22,31-32. , vede dunque il Risorto prima di loro ed è sulla sua testimonianza che la comunità esclama: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone» (Lc 24,34).
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Tutto ciò che è accaduto in quelle giornate pasquali impegna ciascuno degli Apostoli – e Pietro in modo del tutto particolare – nella costruzione dell’era nuova che ha inizio con il mattino di pasqua. Come testimoni del Risorto essi rimangono le pietre di fondazione della sua Chiesa. La fede della prima comunità dei credenti è fondata sulla testimonianza di uomini concreti, conosciuti dai cristiani e, nella maggior parte, ancora vivi in mezzo a loro. Questi «testimoni della risurrezione di Cristo» Cf At 1,22. sono prima di tutto Pietro e i Dodici, ma non solamente loro: Paolo parla chiaramente di più di cinquecento persone alle quali Gesù è apparso in una sola volta, oltre che a Giacomo e a tutti gli Apostoli Cf 1 Cor 15,4-8. .
[643]
Davanti a queste testimonianze è impossibile interpretare la risurrezione di Cristo al di fuori dell’ordine fisico e non riconoscerla come un avvenimento storico. Risulta dai fatti che la fede dei discepoli è stata sottoposta alla prova radicale della passione e della morte in croce del loro Maestro da lui stesso preannunziata Cf Lc 22,31-32. . Lo sbigottimento provocato dalla passione fu così grande che i discepoli (almeno alcuni di loro) non credettero subito alla notizia della risurrezione. Lungi dal presentarci una comunità presa da una esaltazione mistica, i Vangeli ci presentano i discepoli smarriti («tristi»: Lc 24,17) e spaventati Cf Gv 20,19. , perché non hanno creduto alle pie donne che tornavano dal sepolcro e «quelle parole parvero loro come un vaneggiamento» (Lc 24,11) Cf Mc 16,11.13. . Quando Gesù si manifesta agli Undici la sera di pasqua, li rimprovera «per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risuscitato» (Mc 16,14).
[644]
Anche messi davanti alla realtà di Gesù risuscitato, i discepoli dubitano ancora Cf Lc 24,38. , tanto la cosa appare loro impossibile: credono di vedere un fantasma Cf Lc 24,39. . «Per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti» (Lc 24,41). Tommaso conobbe la medesima prova del dubbio Cf Gv 20,24-27. e, quando vi fu l’ultima apparizione in Galilea riferita da Matteo, «alcuni […] dubitavano» (Mt 28,17). Per questo l’ipotesi secondo cui la risurrezione sarebbe stata un «prodotto» della fede (o della credulità) degli Apostoli non ha fondamento. Al contrario, la loro fede nella risurrezione è nata – sotto l’azione della grazia divina – dall’esperienza diretta della realtà di Gesù risorto.
[645]
Gesù risorto stabilisce con i suoi discepoli rapporti diretti, attraverso il contatto Cf Lc 24,39; Gv 20,27. e la condivisione del pasto Cf Lc 24,30.41-43; Gv 21,9.13-15. . Li invita a riconoscere da ciò che egli non è un fantasma Cf Lc 24,39. , ma soprattutto a constatare che il corpo risuscitato con il quale si presenta a loro è il medesimo che è stato martoriato e crocifisso, poiché porta ancora i segni della passione Cf Lc 24,40; Gv 20,20.27. . Questo corpo autentico e reale possiede però al tempo stesso le proprietà nuove di un corpo glorioso; esso non è più situato nello spazio e nel tempo, ma può rendersi presente a suo modo dove e quando vuole Cf Mt 28,9.16-17; Lc 24,15.36; Gv 20,14.19.26; 21,4. , poiché la sua umanità non può più essere trattenuta sulla terra e ormai non appartiene che al dominio divino del Padre Cf Gv 20,17. . Anche per questa ragione Gesù risorto è sovranamente libero di apparire come vuole: sotto l’aspetto di un giardiniere Cf Gv 20,14-15. o «sotto altro aspetto» (Mc 16,12) diverso da quello che era familiare ai discepoli, e ciò per suscitare la loro fede Cf Gv 20,14.16; 21,4.7. .
[646]
La risurrezione di Cristo non fu un ritorno alla vita terrena, come lo fu per le risurrezioni che egli aveva compiute prima della pasqua: quelle della figlia di Giairo, del giovane di Naim, di Lazzaro. Questi fatti erano avvenimenti miracolosi, ma le persone miracolate ritrovavano, per il potere di Gesù, una vita terrena «ordinaria». Ad un certo momento esse sarebbero morte di nuovo. La risurrezione di Cristo è essenzialmente diversa. Nel suo corpo risuscitato egli passa dallo stato di morte ad un’altra vita al di là del tempo e dello spazio. Il corpo di Gesù è, nella risurrezione, colmato della potenza dello Spirito Santo; partecipa alla vita divina nello stato della sua gloria, sì che san Paolo può dire di Cristo che egli è l’uomo celeste Cf 1 Cor 15,35-50. .
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«O notte beata – canta l’«Exultet» di Pasqua –, tu solo hai meritato di conoscere il tempo e l’ora in cui Cristo è risorto dagli inferi» Veglia pasquale, Preconio pasquale («Exsultet»): Messale Romano (Libreria Editrice Vaticana 1993) p. 167. . Infatti, nessuno è stato testimone oculare dell’avvenimento stesso della risurrezione e nessun Evangelista lo descrive. Nessuno ha potuto dire come essa sia avvenuta fisicamente. Ancor meno fu percettibile ai sensi la sua essenza più intima, il passaggio ad un’altra vita. Avvenimento storico constatabile attraverso il segno del sepolcro vuoto e la realtà degli incontri degli Apostoli con Cristo risorto, la risurrezione resta non di meno, in ciò in cui trascende e supera la storia, nel cuore del mistero della fede. Per questo motivo Cristo risorto non si manifesta al mondo, ma ai suoi discepoli Cf Gv 14,22. , «a quelli che erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme», i quali «ora sono i suoi testimoni davanti al popolo» (At 13,31).