カトリック教会のカテキズム


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注

結果 668-677

[668]
«Per questo Cristo è morto e ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi» (Rm 14,9). L’ascensione di Cristo al cielo significa la sua partecipazione, nella sua umanità, alla potenza e all’autorità di Dio stesso. Gesù Cristo è Signore: egli detiene tutto il potere nei cieli e sulla terra. Egli è «al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione» perché il Padre «tutto ha sottomesso ai suoi piedi» (Ef 1,21-22). Cristo è il Signore del cosmo 603 e della storia. In lui la storia dell’uomo come pure tutta la creazione trovano la loro «ricapitolazione» 604 , il loro compimento trascendente.
[669]
Come Signore, Cristo è anche il Capo della Chiesa che è il suo corpo 605 . Elevato al cielo e glorificato, avendo così compiuto pienamente la sua missione, egli permane sulla terra, nella sua Chiesa. La redenzione è la sorgente dell’autorità che Cristo, in virtù dello Spirito Santo, esercita sulla Chiesa 606 , la quale è «il regno di Cristo già presente in mistero» 607 . La Chiesa «di questo regno costituisce in terra il germe e l’inizio» 608 .
[670]
Dopo l’ascensione, il disegno di Dio è entrato nel suo compimento. Noi siamo già nell’«ultima ora» (1 Gv 2,18) 609 . «Già dunque è arrivata a noi l’ultima fase dei tempi e la rinnovazione del mondo è stata irrevocabilmente fissata e in un certo modo è realmente anticipata in questo mondo; difatti la Chiesa già sulla terra è adornata di una santità vera, anche se imperfetta» 610 . Il regno di Cristo manifesta già la sua presenza attraverso i segni miracolosi 611 che ne accompagnano l’annunzio da parte della Chiesa 612 .
[671]
Già presente nella sua Chiesa, il regno di Cristo non è tuttavia ancora compiuto «con potenza e gloria grande» (Lc 21,27) 613 mediante la venuta del Re sulla terra. Questo regno è ancora insidiato dalle potenze inique 614 , anche se esse sono già state vinte radicalmente dalla pasqua di Cristo. Fino al momento in cui tutto sarà a lui sottomesso 615 , «fino a che non vi saranno i nuovi cieli e la terra nuova, nei quali la giustizia ha la sua dimora, la Chiesa pellegrinante, nei suoi sacramenti e nelle sue istituzioni, che appartengono all’età presente, porta la figura fugace di questo mondo, e vive tra le creature, le quali sono in gemito e nel travaglio del parto sino ad ora e attendono la manifestazione dei figli di Dio» 616 . Per questa ragione i cristiani pregano, soprattutto nell’Eucaristia 617 , per affrettare il ritorno di Cristo 618 dicendogli: «Vieni, Signore» (Ap 22,20) 619 .
[672]
Prima dell’ascensione Cristo ha affermato che non era ancora giunto il momento del costituirsi glorioso del regno messianico atteso da Israele 620 , regno che doveva portare a tutti gli uomini, secondo i profeti 621 , l’ordine definitivo della giustizia, dell’amore e della pace. Il tempo presente è, secondo il Signore, il tempo dello Spirito e della testimonianza 622 , ma anche un tempo ancora segnato dalla necessità 623 e dalla prova del male 624 , che non risparmia la Chiesa 625 e inaugura i combattimenti degli ultimi tempi 626 . È un tempo di attesa e di vigilanza 627 .
[673]
Dopo l’ascensione, la venuta di Cristo nella gloria è imminente 628 , anche se non spetta a noi «conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta» (At 1,7) 629 . Questa venuta escatologica può compiersi in qualsiasi momento 630 anche se essa e la prova finale che la precederà sono «impedite» 631 .
[674]
La venuta del Messia glorioso è sospesa in ogni momento della storia 632 al riconoscimento di lui da parte di «tutto Israele» (Rm 11,26) 633 a causa dell’indurimento di una parte 634 nella «mancanza di fede» (Rm 11,20) verso Gesù. San Pietro dice agli Ebrei di Gerusalemme dopo la pentecoste: «Pentitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati e così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore ed egli mandi quello che vi aveva destinato come Messia, cioè Gesù. Egli dev’essere accolto in cielo fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose, come ha detto Dio fin dall’antichità, per bocca dei suoi santi profeti» (At 3,19-21). E san Paolo gli fa eco: «Se infatti il loro rifiuto ha segnato la riconciliazione del mondo, quale potrà mai essere la loro riammissione se non una risurrezione dai morti?» (Rm 11,15). La partecipazione totale degli Ebrei 635 alla salvezza messianica a seguito della partecipazione totale dei pagani 636 permetterà al popolo di Dio di arrivare «alla piena maturità di Cristo» (Ef 4,13) nella quale «Dio sarà tutto in tutti» (1 Cor 15,28).
[675]
Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti 637 . La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra 638 svelerà il «mistero di iniquità» sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne 639 .
[676]
Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo 640 , soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato «intrinsecamente perverso» 641 .
[677]
La Chiesa non entrerà nella gloria del Regno che attraverso quest’ultima pasqua, nella quale seguirà il suo Signore nella sua morte e risurrezione 642 . Il Regno non si compirà dunque attraverso un trionfo storico della Chiesa 643 secondo un progresso ascendente, ma attraverso una vittoria di Dio sullo scatenarsi ultimo del male 644 che farà discendere dal cielo la sua Sposa 645 . Il trionfo di Dio sulla rivolta del male prenderà la forma dell’ultimo giudizio 646 dopo l’ultimo sommovimento cosmico di questo mondo che passa 647 .