カトリック教会のカテキズム


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注

結果 668-686

[668]
«Per questo Cristo è morto e ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi» (Rm 14,9). L’ascensione di Cristo al cielo significa la sua partecipazione, nella sua umanità, alla potenza e all’autorità di Dio stesso. Gesù Cristo è Signore: egli detiene tutto il potere nei cieli e sulla terra. Egli è «al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione» perché il Padre «tutto ha sottomesso ai suoi piedi» (Ef 1,21-22). Cristo è il Signore del cosmo Cf Ef 4,10; 1 Cor 15,24.27-28. e della storia. In lui la storia dell’uomo come pure tutta la creazione trovano la loro «ricapitolazione» Cf Ef 1,10. , il loro compimento trascendente.
[669]
Come Signore, Cristo è anche il Capo della Chiesa che è il suo corpo Cf Ef 1,22. . Elevato al cielo e glorificato, avendo così compiuto pienamente la sua missione, egli permane sulla terra, nella sua Chiesa. La redenzione è la sorgente dell’autorità che Cristo, in virtù dello Spirito Santo, esercita sulla Chiesa Cf Ef 4,11-13. , la quale è «il regno di Cristo già presente in mistero» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, 3: AAS 57 (1965) 6. . La Chiesa «di questo regno costituisce in terra il germe e l’inizio» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, 5: AAS 57 (1965) 8. .
[670]
Dopo l’ascensione, il disegno di Dio è entrato nel suo compimento. Noi siamo già nell’«ultima ora» (1 Gv 2,18) Cf 1 Pt 4,7. . «Già dunque è arrivata a noi l’ultima fase dei tempi e la rinnovazione del mondo è stata irrevocabilmente fissata e in un certo modo è realmente anticipata in questo mondo; difatti la Chiesa già sulla terra è adornata di una santità vera, anche se imperfetta» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, 48: AAS 57 (1965) 53. . Il regno di Cristo manifesta già la sua presenza attraverso i segni miracolosi Cf Mc 16,17-18. che ne accompagnano l’annunzio da parte della Chiesa Cf Mc 16,20. .
[671]
Già presente nella sua Chiesa, il regno di Cristo non è tuttavia ancora compiuto «con potenza e gloria grande» (Lc 21,27) Cf Mt 25,31. mediante la venuta del Re sulla terra. Questo regno è ancora insidiato dalle potenze inique Cf 2 Ts 2,7. , anche se esse sono già state vinte radicalmente dalla pasqua di Cristo. Fino al momento in cui tutto sarà a lui sottomesso Cf 1 Cor 15,28. , «fino a che non vi saranno i nuovi cieli e la terra nuova, nei quali la giustizia ha la sua dimora, la Chiesa pellegrinante, nei suoi sacramenti e nelle sue istituzioni, che appartengono all’età presente, porta la figura fugace di questo mondo, e vive tra le creature, le quali sono in gemito e nel travaglio del parto sino ad ora e attendono la manifestazione dei figli di Dio» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, 48: AAS 57 (1965) 53. . Per questa ragione i cristiani pregano, soprattutto nell’Eucaristia 1 Cor 11,26. , per affrettare il ritorno di Cristo Cf 2 Pt 3,11-12. dicendogli: «Vieni, Signore» (Ap 22,20) Cf 1 Cor 16,22; Ap 22,17. .
[672]
Prima dell’ascensione Cristo ha affermato che non era ancora giunto il momento del costituirsi glorioso del regno messianico atteso da Israele Cf At 1,6-7. , regno che doveva portare a tutti gli uomini, secondo i profeti Cf Is 11,1-9. , l’ordine definitivo della giustizia, dell’amore e della pace. Il tempo presente è, secondo il Signore, il tempo dello Spirito e della testimonianza Cf At 1,8. , ma anche un tempo ancora segnato dalla necessità Cf 1 Cor 7,26. e dalla prova del male Cf Ef 5,16. , che non risparmia la Chiesa Cf 1 Pt 4,17. e inaugura i combattimenti degli ultimi tempi Cf 1 Gv 2,18; 4,3; 1 Tm 4,1. . È un tempo di attesa e di vigilanza Cf Mt 25,1-13; Mc 13,33-37. .
[673]
Dopo l’ascensione, la venuta di Cristo nella gloria è imminente Cf Ap 22,20. , anche se non spetta a noi «conoscere i tempi e i momenti che il Padre ha riservato alla sua scelta» (At 1,7) Cf Mc 13,32. . Questa venuta escatologica può compiersi in qualsiasi momento Cf Mt 24,44; 1 Ts 5,2. anche se essa e la prova finale che la precederà sono «impedite» Cf 2 Ts 2,3-12. .
[674]
La venuta del Messia glorioso è sospesa in ogni momento della storia Cf Rm 11,31. al riconoscimento di lui da parte di «tutto Israele» (Rm 11,26) Cf Mt 23,39. a causa dell’indurimento di una parte Cf Rm 11,25. nella «mancanza di fede» (Rm 11,20) verso Gesù. San Pietro dice agli Ebrei di Gerusalemme dopo la pentecoste: «Pentitevi dunque e cambiate vita, perché siano cancellati i vostri peccati e così possano giungere i tempi della consolazione da parte del Signore ed egli mandi quello che vi aveva destinato come Messia, cioè Gesù. Egli dev’essere accolto in cielo fino ai tempi della restaurazione di tutte le cose, come ha detto Dio fin dall’antichità, per bocca dei suoi santi profeti» (At 3,19-21). E san Paolo gli fa eco: «Se infatti il loro rifiuto ha segnato la riconciliazione del mondo, quale potrà mai essere la loro riammissione se non una risurrezione dai morti?» (Rm 11,15). La partecipazione totale degli Ebrei Cf Rm 11,12. alla salvezza messianica a seguito della partecipazione totale dei pagani Cf Rm 11,25; Lc 21,24. permetterà al popolo di Dio di arrivare «alla piena maturità di Cristo» (Ef 4,13) nella quale «Dio sarà tutto in tutti» (1 Cor 15,28).
[675]
Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti Cf Lc 18,8; Mt 24,12. . La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra Cf Lc 21,12; Gv 15,19-20. svelerà il «mistero di iniquità» sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell’apostasia dalla verità. La massima impostura religiosa è quella dell’Anti-Cristo, cioè di uno pseudo-messianismo in cui l’uomo glorifica se stesso al posto di Dio e del suo Messia venuto nella carne Cf 2 Ts 2,4-12; 1 Ts 5,2-3; 2 Gv 7; 1 Gv 2,18.22. .
[676]
Questa impostura anti-cristica si delinea già nel mondo ogniqualvolta si pretende di realizzare nella storia la speranza messianica che non può essere portata a compimento se non al di là di essa, attraverso il giudizio escatologico; anche sotto la sua forma mitigata, la Chiesa ha rigettato questa falsificazione del regno futuro sotto il nome di millenarismo Cf SANT’OFFIZIO, Decretum de millenarismo (19 luglio 1944): DS 3839. , soprattutto sotto la forma politica di un messianismo secolarizzato «intrinsecamente perverso» Cf PIO XI, Lett. enc. Divini Redemptoris (19 marzo 1937): AAS 29 (1937) 65-106, che condanna «il falso misticismo» di questa «contraffazione della redenzione degli umili» (p. 69); CONCILIO VATICANO II, Cost. past. Gaudium et spes, 20-21: AAS 58 (1966) 1040-1042. .
[677]
La Chiesa non entrerà nella gloria del Regno che attraverso quest’ultima pasqua, nella quale seguirà il suo Signore nella sua morte e risurrezione Cf Ap 19,1-9. . Il Regno non si compirà dunque attraverso un trionfo storico della Chiesa Cf Ap 13,8. secondo un progresso ascendente, ma attraverso una vittoria di Dio sullo scatenarsi ultimo del male Cf Ap 20,7-10. che farà discendere dal cielo la sua Sposa Cf Ap 21,2-4. . Il trionfo di Dio sulla rivolta del male prenderà la forma dell’ultimo giudizio Cf Ap 20,12. dopo l’ultimo sommovimento cosmico di questo mondo che passa Cf 2 Pt 3,12-13. .
[678]
In linea con i profeti Cf Dn 7,10; Gl 3-4; Ml 3,19. e con Giovanni Battista Cf Mt 3,7-12. Gesù ha annunziato nella sua predicazione il giudizio dell’ultimo giorno. Allora saranno messi in luce la condotta di ciascuno Cf Mc 12,38-40. e il segreto dei cuori Cf Lc 12,1-3; Gv 3,20-21; Rm 2,16; 1 Cor 4,5. . Allora verrà condannata l’incredulità colpevole che non ha tenuto in alcun conto la grazia offerta da Dio Cf Mt 11,20-24; 12,41-42. . L’atteggiamento verso il prossimo rivelerà l’accoglienza o il rifiuto della grazia e dell’amore divino Cf Mt 5,22; 7,1-5. . Gesù dirà nell’ultimo giorno: «Ogni volta che avete fatto queste cose ad uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40).
[679]
Cristo è Signore della vita eterna. Il pieno diritto di giudicare definitivamente le opere e i cuori degli uomini appartiene a lui in quanto Redentore del mondo. Egli ha «acquisito» questo diritto con la sua croce. Anche il Padre «ha rimesso ogni giudizio al Figlio» (Gv 5,22) Cf Gv 5,27; Mt 25,31; At 10,42; 17,31; 2 Tm 4,1. . Ora, il Figlio non è venuto per giudicare, ma per salvare Cf Gv 3,17. e per donare la vita che è in lui Cf Gv 5,26. . È per il rifiuto della grazia nella vita presente che ognuno si giudica già da se stesso Cf Gv 3,18; 12,48. , riceve secondo le sue opere Cf 1 Cor 3,12-15. e può anche condannarsi per l’eternità rifiutando lo Spirito d’amore Cf Mt 12,32; Eb 6,4-6; 10,26-31. .
[680]
Cristo Signore regna già attraverso la Chiesa, ma tutte le cose di questo mondo non gli sono ancora sottomesse. Il trionfo del regno di Cristo non avverrà senza un ultimo assalto delle potenze del male.
[681]
Nel giorno del giudizio, alla fine del mondo, Cristo verrà nella gloria per dare compimento al trionfo definitivo del bene sul male che, come il grano e la zizzania, saranno cresciuti insieme nel corso della storia.
[682]
Cristo glorioso, venendo alla fine dei tempi a giudicare i vivi e i morti, rivelerà la disposizione segreta dei cuori e renderà a ciascun uomo secondo le sue opere e secondo l’accoglienza o il rifiuto della grazia.
[683]
«Nessuno può dire: “Gesù è Signore” se non sotto l’azione dello Spirito Santo» (1 Cor12,3). «Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre!» (Gal4,6). Questa conoscenza di fede è possibile solo nello Spirito Santo. Per essere in contatto con Cristo, bisogna dapprima essere stati toccati dallo Spirito Santo. È lui che ci precede e suscita in noi la fede. In forza del nostro Battesimo, primo sacramento della fede, la vita, che ha la sua sorgente nel Padre e ci è offerta nel Figlio, ci viene comunicata intimamente e personalmente dallo Spirito Santo nella Chiesa:
Il Battesimo «ci accorda la grazia della nuova nascita in Dio Padre per mezzo del Figlio suo nello Spirito Santo. Infatti coloro che hanno lo Spirito di Dio sono condotti al Verbo, ossia al Figlio; ma il Figlio li presenta al Padre, e il Padre procura loro l’incorruttibilità. Dunque, senza lo Spirito, non è possibile vedere il Figlio di Dio, e, senza il Figlio, nessuno può avvicinarsi al Padre, perché la conoscenza del Padre è il Figlio, e la conoscenza del Figlio di Dio avviene per mezzo dello Spirito Santo» SANT’IRENEO DI LIONE, Demonstratio praedicationis apostolicae, 7: SC 62, 41-42. .
[684]
Lo Spirito Santo con la sua grazia è il primo nel destare la nostra fede e nel suscitare la vita nuova che consiste nel conoscere il Padre e colui che ha mandato, Gesù Cristo Cf Gv 17,3. . Tuttavia è l’ultimo nella rivelazione delle Persone della Santa Trinità. San Gregorio Nazianzeno, «il Teologo», spiega questa progressione con la pedagogia della «condiscendenza» divina:
«L’Antico Testamento proclamava chiaramente il Padre, più oscuramente il Figlio. Il Nuovo ha manifestato il Figlio, ha fatto intravvedere la divinità dello Spirito. Ora lo Spirito ha diritto di cittadinanza in mezzo a noi e ci accorda una visione più chiara di se stesso. Infatti non era prudente, quando non si professava ancora la divinità del Padre, proclamare apertamente il Figlio e, quando non era ancora ammessa la divinità del Figlio, aggiungere lo Spirito Santo come un fardello supplementare, per usare un’espressione un po’ ardita. […] Solo attraverso un cammino di avanzamento e di progresso “di gloria in gloria”, la luce della Trinità sfolgorerà in più brillante trasparenza» SAN GREGORIO NAZIANZENO, Oratio 31 (Theologica 5), 26: SC 250, 326 (PG 36, 161-164). .
[685]
Credere nello Spirito Santo significa dunque professare che lo Spirito Santo è una delle Persone della Santa Trinità, consostanziale al Padre e al Figlio, «con il Padre e il Figlio adorato e glorificato» Simbolo niceno-costantinopolitano: DS 150. . Per questo motivo si è trattato del mistero divino dello Spirito Santo nella «teologia» trinitaria. Qui, dunque, si considererà lo Spirito Santo solo nell’«economia» divina.
[686]
Lo Spirito Santo è all’opera con il Padre e il Figlio dall’inizio al compimento del disegno della nostra salvezza. Tuttavia è solo negli «ultimi tempi», inaugurati con l’incarnazione redentrice del Figlio, che egli viene rivelato e donato, riconosciuto e accolto come Persona. Allora questo disegno divino, compiuto in Cristo, «Primogenito» e Capo della nuova creazione, potrà realizzarsi nell’umanità con l’effusione dello Spirito: la Chiesa, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna.