カトリック教会のカテキズム


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注

結果 74-100

[74]
Dio «vuole che tutti gli uomini siano salvati ed arrivino alla conoscenza della verità» (1 Tm 2,4), cioè di Gesù Cristo Cf Gv 14,6. . È necessario perciò che il Cristo sia annunciato a tutti i popoli e a tutti gli uomini e che in tal modo la Rivelazione arrivi fino ai confini del mondo:
«Dio, con la stessa somma benignità, dispose che quanto egli aveva rivelato per la salvezza di tutte le genti, rimanesse sempre integro e venisse trasmesso a tutte le generazioni» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Dei Verbum, 7: AAS 58 (1966) 820. .
[75]
«Cristo Signore, nel quale trova compimento tutta la rivelazione del sommo Dio, ordinò agli Apostoli, comunicando loro i doni divini, di predicare a tutti il Vangelo che, promesso prima per mezzo dei profeti, egli aveva adempiuto e promulgato con la sua parola, come fonte di ogni verità salutare e di ogni regola morale» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Dei Verbum, 7: AAS 58 (1966) 820. .
[76]
La trasmissione del Vangelo, secondo il comando del Signore, è stata fatta in due modi:
[77]
«Affinché il Vangelo si conservasse sempre integro e vivo nella Chiesa, gli Apostoli lasciarono come successori i Vescovi, ad essi “affidando il loro proprio compito di magistero”» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Dei Verbum, 7: AAS 58 (1966) 820. . Infatti, «la predicazione apostolica, che è espressa in modo speciale nei libri ispirati, doveva essere conservata con successione continua fino alla fine dei tempi» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Dei Verbum, 8: AAS 58 (1966) 820. .
[78]
Questa trasmissione viva, compiuta nello Spirito Santo, è chiamata Tradizione, in quanto è distinta dalla Sacra Scrittura, sebbene sia ad essa strettamente legata. Per suo tramite «la Chiesa, nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni, tutto ciò che essa è, tutto ciò che essa crede» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Dei Verbum, 8: AAS 58 (1966) 821. . «Le asserzioni dei santi Padri attestano la vivificante presenza di questa Tradizione, le cui ricchezze sono trasfuse nella pratica e nella vita della Chiesa che crede e che prega» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Dei Verbum, 8: AAS 58 (1966) 821. .
[79]
In tal modo la comunicazione, che il Padre ha fatto di sé mediante il suo Verbo nello Spirito Santo, rimane presente e operante nella Chiesa: «Dio, il quale ha parlato in passato, non cessa di parlare con la Sposa del suo Figlio diletto, e lo Spirito Santo, per mezzo del quale la viva voce del Vangelo risuona nella Chiesa, e per mezzo di questa nel mondo, introduce i credenti a tutta intera la verità e fa risiedere in essi abbondantemente la parola di Cristo» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Dei Verbum, 8: AAS 58 (1966) 821. .
[80]
«La sacra Tradizione e la Sacra Scrittura sono tra loro strettamente congiunte e comunicanti. Poiché ambedue scaturiscono dalla stessa divina sorgente, esse formano in certo qual modo una cosa sola e tendono allo stesso fine» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Dei Verbum, 9: AAS 58 (1966) 821. . L’una e l’altra rendono presente e fecondo nella Chiesa il mistero di Cristo, il quale ha promesso di rimanere con i suoi «tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt 28,20).
[81]
«La Sacra Scrittura è la parola di Dio in quanto è messa per iscritto sotto l’ispirazione dello Spirito divino».
[82]
Accade così che la Chiesa, alla quale è affidata la trasmissione e l’interpretazione della Rivelazione, «attinga la sua certezza su tutte le cose rivelate non dalla sola Sacra Scrittura. Perciò l’una e l’altra devono essere accettate e venerate con pari sentimento di pietà e di rispetto» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Dei Verbum, 9: AAS 58 (1966) 821. .
[83]
La Tradizione di cui qui parliamo è quella che proviene dagli Apostoli e trasmette ciò che costoro hanno ricevuto dall’insegnamento e dall’esempio di Gesù e ciò che hanno appreso dallo Spirito Santo. In realtà, la prima generazione di cristiani non aveva ancora un Nuovo Testamento scritto e lo stesso Nuovo Testamento attesta il processo della Tradizione vivente.
[84]
Il deposito Cf 1 Tm 6,20; 2 Tm 1,12-14. della fede («depositum fidei»), contenuto nella sacra Tradizione e nella Sacra Scrittura, è stato affidato dagli Apostoli alla totalità della Chiesa. «Aderendo ad esso tutto il popolo santo, unito ai suoi Pastori, persevera costantemente nell’insegnamento degli Apostoli e nella comunione, nella frazione del pane e nelle orazioni, in modo che, nel ritenere, praticare e professare la fede trasmessa, si crei una singolare unità di spirito tra Vescovi e fedeli» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Dei Verbum, 10: AAS 58 (1966) 822. .
[85]
«L’ufficio di interpretare autenticamente la Parola di Dio scritta o trasmessa è stato affidato al solo Magistero vivente della Chiesa, la cui autorità è esercitata nel nome di Gesù Cristo» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Dei Verbum, 10: AAS 58 (1966) 822. , e cioè ai Vescovi in comunione con il Successore di Pietro, il Vescovo di Roma.
[86]
Questo «Magistero però non è al di sopra della Parola di Dio, ma la serve, insegnando soltanto ciò che è stato trasmesso, in quanto, per divino mandato e con l’assistenza dello Spirito Santo, piamente la ascolta, santamente la custodisce e fedelmente la espone, e da questo unico deposito della fede attinge tutto ciò che propone da credere come rivelato da Dio» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Dei Verbum, 10: AAS 58 (1966) 822. .
[87]
I fedeli, memori della parola di Cristo ai suoi Apostoli: «Chi ascolta voi, ascolta me» (Lc 10,16) Cf CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, 20: AAS 57 (1965) 24. , accolgono con docilità gli insegnamenti e le direttive che vengono loro dati, sotto varie forme, dai Pastori.
[88]
Il Magistero della Chiesa si avvale in pienezza dell’autorità che gli viene da Cristo quando definisce qualche dogma, cioè quando, in una forma che obbliga il popolo cristiano ad un’irrevocabile adesione di fede, propone verità contenute nella rivelazione divina, o anche quando propone in modo definitivo verità che hanno con quelle una necessaria connessione.
[89]
Tra i dogmi e la nostra vita spirituale c’è un legame organico. I dogmi sono luci sul cammino della nostra fede, lo rischiarano e lo rendono sicuro. Inversamente, se la nostra vita è retta, la nostra intelligenza e il nostro cuore saranno aperti ad accogliere la luce dei dogmi della fede Cf Gv 8,31-32. .
[90]
I mutui legami e la coerenza dei dogmi si possono trovare nel complesso della rivelazione del mistero di Cristo Cf CONCILIO VATICANO I, Cost. dogm. Dei Filius, c. 4: DS 3016 (nesso dei misteri); CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, 25: AAS 57 (1965) 29. . «Esiste un ordine o “gerarchia” nelle verità della dottrina cattolica, essendo diverso il loro nesso col fondamento della fede cristiana» CONCILIO VATICANO II, Decr. Unitatis redintegratio, 11: AAS 57 (1965) 99. .
[91]
Tutti i fedeli partecipano della comprensione e della trasmissione della verità rivelata. Hanno ricevuto l’unzione dello Spirito Santo che insegna loro ogni cosa Cf 1 Gv 2,20.27. e li guida «alla verità tutta intera» (Gv 16,13).
[92]
«La totalità dei fedeli […] non può sbagliarsi nel credere, e manifesta questa proprietà mediante il senso soprannaturale della fede di tutto il popolo quando “dai Vescovi fino agli ultimi fedeli laici” esprime l’universale suo consenso in materia di fede e di costumi» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, 12: AAS 57 (1965) 16. .
[93]
«Infatti, per quel senso della fede, che è suscitato e sorretto dallo Spirito di verità, il popolo di Dio, sotto la guida del sacro Magistero, […] aderisce indefettibilmente alla fede una volta per tutte trasmessa ai santi, con retto giudizio penetra in essa più a fondo e più pienamente l’applica nella vita» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, 12: AAS 57 (1965) 16. .
[94]
Grazie all’assistenza dello Spirito Santo, l’intelligenza tanto delle realtà quanto delle parole del deposito della fede può progredire nella vita della Chiesa:
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«È chiaro dunque che la sacra Tradizione, la Sacra Scrittura e il Magistero della Chiesa, per sapientissima disposizione di Dio, sono tra loro talmente connessi e congiunti che non possono indipendentemente sussistere e che tutti insieme, ciascuno secondo il proprio modo, sotto l’azione di un solo Spirito Santo, contribuiscono efficacemente alla salvezza delle anime» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Dei Verbum, 10: AAS 58 (1966) 822. .
[96]
Ciò che Cristo ha affidato agli Apostoli, costoro l’hanno trasmesso con la predicazione o per iscritto, sotto l’ispirazione dello Spirito Santo, a tutte le generazioni, fino al ritorno glorioso di Cristo.
[97]
«La sacra Tradizione e la Sacra Scrittura costituiscono un solo sacro deposito della Parola di Dio» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Dei Verbum, 10: AAS 58 (1966) 822. , nel quale, come in uno specchio, la Chiesa pellegrina contempla Dio, fonte di tutte le sue ricchezze.
[98]
«La Chiesa, nella sua dottrina, nella sua vita, nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni tutto ciò che essa stessa è, tutto ciò che essa crede» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Dei Verbum, 8: AAS 58 (1966) 821. .
[99]
Tutto il popolo di Dio, in virtù del suo senso soprannaturale della fede, non cessa di accogliere il dono della rivelazione divina, di penetrarlo sempre più profondamente e di viverlo più pienamente.
[100]
L’ufficio di interpretare autenticamente la Parola di Dio è stato affidato al solo Magistero della Chiesa, al Romano Pontefice e ai Vescovi in comunione con lui.