カトリック教会のカテキズム


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注

結果 787-796

[787]
Fin dall’inizio Gesù ha associato i suoi discepoli alla sua vita 220 ; ha loro rivelato il mistero del Regno 221 ; li ha resi partecipi della sua missione, della sua gioia 222 e delle sue sofferenze 223 . Gesù parla di una comunione ancora più intima tra sé e coloro che lo seguiranno: «Rimanete in me e io in voi. […] Io sono la vite, voi i tralci» (Gv15,4-5). Annunzia inoltre una comunione misteriosa e reale tra il suo proprio corpo e il nostro: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui» (Gv6,56).
[788]
Quando la sua presenza visibile è stata tolta ai discepoli, Gesù non li ha lasciati orfani 224 . Ha promesso di restare con loro sino alla fine dei tempi 225 , ha mandato loro il suo Spirito 226 . In un certo senso, la comunione con Gesù è diventata più intensa: «Comunicando infatti il suo Spirito, costituisce misticamente come suo corpo i suoi fratelli, chiamati da tutte le genti» 227 .
[789]
Il paragone della Chiesa con il corpo illumina l’intimo legame tra la Chiesa e Cristo. Essa non è soltanto radunata attorno a lui; è unificata in lui, nel suo corpo. Tre aspetti della Chiesa-corpo di Cristo vanno sottolineati in modo particolare: l’unità di tutte le membra tra di loro in forza della loro unione a Cristo; Cristo Capo del corpo; la Chiesa, Sposa di Cristo.
[790]
I credenti che rispondono alla Parola di Dio e diventano membra del corpo di Cristo, vengono strettamente uniti a Cristo: «In quel corpo la vita di Cristo si diffonde nei credenti che attraverso i sacramenti vengono uniti in modo arcano ma reale a Cristo che ha sofferto ed è stato glorificato» 228 . Ciò è particolarmente vero del Battesimo, in virtù del quale siamo uniti alla morte e alla risurrezione di Cristo 229 , e dell’Eucaristia, mediante la quale «partecipando realmente al Corpo del Signore, siamo elevati alla comunione con lui e tra di noi» 230 .
[791]
L’unità del corpo non elimina la diversità delle membra: «Nell’edificazione del corpo di Cristo vige la diversità delle membra e delle funzioni. Uno è lo Spirito, il quale per l’utilità della Chiesa distribuisce i suoi vari doni con magnificenza proporzionata alla sua ricchezza e alle necessità dei servizi» 231 . L’unità del corpo mistico genera e stimola tra i fedeli la carità: «E quindi se un membro soffre, soffrono con esso tutte le altre membra; se un membro è onorato, ne gioiscono con esso tutte le altre membra» 232 . Infine, l’unità del corpo mistico vince tutte le divisioni umane: «Quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c’è più né giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù» (Gal3,27-28).
[792]
Cristo «è il Capo del corpo, cioè della Chiesa» (Col1,18). È il Principio della creazione e della redenzione. Elevato alla gloria del Padre, ha «il primato su tutte le cose» (Col1,18), principalmente sulla Chiesa, per mezzo della quale estende il suo regno su tutte le cose.
[793]
Egli ci unisce alla sua pasqua. Tutte le membra devono sforzarsi di conformarsi a lui finché in esse «non sia formato Cristo» (Gal4,19). «Per questo siamo assunti ai misteri della sua vita. […] Come il corpo al Capo veniamo associati alle sue sofferenze e soffriamo con lui per essere con lui glorificati» 233 .
[794]
Egli provvede alla nostra crescita 234 . Per farci crescere verso di lui, nostro Capo 235 , Cristo dispone nel suo corpo, la Chiesa, i doni e i ministeri attraverso i quali noi ci aiutiamo reciprocamente lungo il cammino della salvezza.
[795]
Cristo e la Chiesa formano, dunque, il «Cristo totale» [«Christus totus»]. La Chiesa è una con Cristo. I santi hanno una coscienza vivissima di tale unità:
Una parola di santa Giovanna d’Arco ai suoi giudici riassume la fede dei santi dottori ed esprime il giusto sentire del credente: «A mio avviso, Gesù Cristo e la Chiesa sono un tutt’uno, e non bisogna sollevare difficoltà» 239 .
[796]
L’unità di Cristo e della Chiesa, Capo e membra del corpo, implica anche la distinzione dei due in una relazione personale. Questo aspetto spesso viene espresso con l’immagine dello sposo e della sposa. Il tema di Cristo Sposo della Chiesa è stato preparato dai profeti e annunziato da Giovanni Battista 240 . Il Signore stesso si è definito come lo «Sposo» (Mc2,19) 241 . L’Apostolo presenta la Chiesa e ogni fedele, membro del suo corpo, come una Sposa «fidanzata» a Cristo Signore, per formare con lui un solo Spirito 242 . Essa è la Sposa senza macchia dell’Agnello immacolato 243 , che Cristo ha amato e per la quale ha dato se stesso, «per renderla santa» (Ef5,26), che ha unito a sé con una Alleanza eterna e di cui non cessa di prendersi cura come del suo proprio corpo 244 .
«Ecco il Cristo totale, capo e corpo, uno solo formato da molti. […] Sia il capo a parlare, o siano le membra, è sempre Cristo che parla: parla nella persona del capo [“ex persona capitis”], parla nella persona del corpo [“ex persona corporis”]. Che cosa, infatti, sta scritto? “Saranno due in una carne sola. Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa” (Ef5,31-32). E Cristo stesso nel Vangelo: “Non sono più due, ma una carne sola” (Mt19,6). Difatti, come ben sapete, queste persone sono sì due, ma poi diventano una sola nell’unione sponsale. […] Dice di essere “sposo” in quanto capo, e “sposa” in quanto corpo» 245 .