カトリック教会のカテキズム


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結果 849-856

[849]
Il mandato missionario. «Inviata da Dio alle genti per essere “sacramento universale di salvezza”, la Chiesa, per le esigenze più profonde della sua cattolicità e obbedendo all’ordine del suo Fondatore, si sforza di annunciare il Vangelo a tutti gli uomini» CONCILIO VATICANO II, Decr. Ad gentes, 1: AAS 58 (1966) 947. : «Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo» (Mt28,19-20).
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L’origine e lo scopo della missione. Il mandato missionario del Signore ha la sua ultima sorgente nell’amore eterno della Santissima Trinità: «La Chiesa pellegrinante per sua natura è missionaria, in quanto essa trae origine dalla missione del Figlio e dalla missione dello Spirito Santo, secondo il disegno di Dio Padre» CONCILIO VATICANO II, Decr. Ad gentes, 2: AAS 58 (1966) 948. . E il fine ultimo della missione altro non è che di rendere partecipi gli uomini della comunione che esiste tra il Padre e il Figlio nel loro Spirito d’amore Cf GIOVANNI PAOLO II, Lett. enc. Redemptoris missio, 23: AAS 83 (1991) 269-270. .
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Il motivo della missione. Da sempre la Chiesa ha tratto l’obbligo e la forza del suo slancio missionario dall’amoredi Dio per tutti gli uomini: «poiché l’amore di Cristo ci spinge…» (2 Cor5,14) Cf CONCILIO VATICANO II, Decr. Apostolicam actuositatem, 6: AAS 58 (1966) 842-843; GIOVANNI PAOLO II, Lett. enc. Redemptoris missio, 11: AAS 83 (1991) 259-260. . Infatti Dio «vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità» (1 Tm2,4). Dio vuole la salvezza di tutti attraverso la conoscenza della verità.La salvezza si trova nella verità. Coloro che obbediscono alla mozione dello Spirito di verità sono già sul cammino della salvezza; ma la Chiesa, alla quale questa verità è stata affidata, deve andare incontro al loro desiderio offrendola loro. Proprio perché crede al disegno universale di salvezza, la Chiesa deve essere missionaria.
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Le vie della missione. «Lo Spirito Santo è il protagonista di tutta la missione ecclesiale» GIOVANNI PAOLO II, Lett. enc. Redemptoris missio, 21: AAS 83 (1991) 268. . È lui che conduce la Chiesa sulle vie della missione. Essa continua e sviluppa nel corso della storia la missione del Cristo stesso, inviato a portare la Buona Novella ai poveri; «sotto l’influsso dello Spirito di Cristo, la Chiesa deve procedere per la stessa strada seguita da Cristo, la strada cioè della povertà, dell’obbedienza, del servizio e del sacrificio di se stesso, fino alla morte, da cui uscì vincitore con la sua risurrezione» CONCILIO VATICANO II, Decr. Ad gentes, 5: AAS 58 (1966) 952. . È così che «il sangue dei martiri è seme di cristiani» TERTULLIANO, Apologeticum, 50, 13: CCL 1, 171 (PL 1, 603). .
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Ma anche in questo nostro tempo sa bene la Chiesa «quanto distanti siano tra loro il messaggio ch’essa reca e l’umana debolezza di coloro cui è affidato il Vangelo» CONCILIO VATICANO II, Cost. past. Gaudium et spes, 43: AAS 58 (1966) 1064. . Solo applicandosi incessantemente «alla penitenza e al rinnovamento» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, 8: AAS 57 (1965) 12; cf Ibid., 15: AAS 57 (1965) 20. e «camminando per l’angusta via della croce» CONCILIO VATICANO II, Decr. Ad gentes, 1: AAS 58 (1966) 947. , il popolo di Dio può estendere il regno di Cristo Cf GIOVANNI PAOLO II, Lett. enc. Redemptoris missio, 12-20: AAS 83 (1991) 260-268. . Infatti, «come Cristo ha compiuto la sua opera di redenzione attraverso la povertà e le persecuzioni, così pure la Chiesa è chiamata a prendere la stessa via per comunicare agli uomini i frutti della salvezza» CONCILIO VATICANO II, Cost. dogm. Lumen gentium, 8: AAS 57 (1965) 12. .
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Per mezzo della sua stessa missione, la Chiesa «cammina insieme con l’umanità tutta e sperimenta assieme al mondo la medesima sorte terrena, ed è come il fermento e quasi l’anima della società umana, destinata a rinnovarsi in Cristo e a trasformarsi in famiglia di Dio» CONCILIO VATICANO II, Cost. past. Gaudium et spes, 40: AAS 58 (1966) 1058. . L’impegno missionario esige dunque la pazienza. Incomincia con l’annunzio del Vangelo ai popoli e ai gruppi che ancora non credono a Cristo Cf GIOVANNI PAOLO II, Lett. enc. Redemptoris missio, 42-47: AAS 83 (1991) 289-295. ; prosegue con la costituzione di comunità cristiane che siano segni della presenza di Dio nel mondo Cf CONCILIO VATICANO II, Decr. Ad gentes, 15: AAS 58 (1966) 964. , e con la fondazione di Chiese locali Cf GIOVANNI PAOLO II, Lett. enc. Redemptoris missio, 48-49: AAS 83 (1991) 295-297. ; avvia un processo di inculturazione per incarnare il Vangelo nelle culture dei popoli Cf GIOVANNI PAOLO II, Lett. enc. Redemptoris missio, 52-54: AAS 83 (1991) 299-302. ; non mancherà di conoscere anche degli insuccessi. «Per quanto riguarda gli uomini, i gruppi e i popoli, solo gradatamente la Chiesa li raggiunge e li penetra, e li assume così nella pienezza cattolica» CONCILIO VATICANO II, Decr. Ad gentes, 6: AAS 58 (1966) 953. .
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La missione della Chiesa richiede lo sforzo verso l’unità dei cristiani Cf GIOVANNI PAOLO II, Lett. enc. Redemptoris missio, 50: AAS 83 (1991) 297-298. .Infatti, «le divisioni dei cristiani impediscono che la Chiesa stessa attui la pienezza della cattolicità ad essa propria in quei figli, che le sono bensì uniti col Battesimo, ma sono separati dalla sua piena comunione. Anzi, alla Chiesa stessa diventa più difficile esprimere sotto ogni aspetto la pienezza della cattolicità proprio nella realtà della vita» CONCILIO VATICANO II, Decr. Unitatis redintegratio, 4: AAS 57 (1965) 96. .
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L’attività missionaria implica un dialogo rispettosocon coloro che non accettano ancora il Vangelo Cf GIOVANNI PAOLO II, Lett. enc. Redemptoris missio, 55: AAS 83 (1991) 302-304. . I credenti possono trarre profitto per se stessi da questo dialogo, imparando a conoscere meglio «tutto ciò che di verità e di grazia era già riscontrabile, per una nascosta presenza di Dio, in mezzo alle genti» CONCILIO VATICANO II, Decr. Ad gentes, 9: AAS 58 (1966) 958. . Se infatti essi annunziano la Buona Novella a coloro che la ignorano, è per consolidare, completare ed elevare la verità e il bene che Dio ha diffuso tra gli uomini e i popoli, e per purificarli dall’errore e dal male «per la gloria di Dio, la confusione del demonio e la felicità dell’uomo» CONCILIO VATICANO II, Decr. Ad gentes, 9: AAS 58 (1966) 958. .